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La dieta? comincia al primo sguardo

di Silvia Sorvillo

Curare di più l'aspetto dei piatti di portata per restare in forma, questo è quello che ci suggerisce una nuova ricerca dell'Università dell'Illinois a Urbana-Champaign.

14 aprile 2005

Tenere a bada l'apporto calorico dei pasti giornalieri è molto più facile se il piatto di portata si presenta appetitoso e ben ricolmo. Come dire se vogliamo davvero mantenerci in forma o dimagrire ricordiamoci sempre che anche l'occhio vuole la sua parte.

la ricerca

Una ricerca pubblicata sul n.13 di Obesity Research ha monitorato il comportamento e il senso di sazietà di 54 volontari americani. Allo studio hanno partecipato adulti tra i 18 e i 46 anni con diversa tipologia costituzionale, tra di loro c'erano sotto-, normo- e sovrappeso, il loro indice di massa corporea (BMI) variava tra 17,3 e 36,0 Kg/m2.

L'autore della pubblicazione è Jill North, professore di Scienza dell'alimentazione all'Università dell'Illinois (Champaign), ma alla ricerca hanno collaborato anche sociologi e studiosi di economia e marketing. Un dato insolito per una rivista medica che conferma l'importanza che, oggi, il packaging strategico, cioè l'imballaggio, sta assumendo nelle politiche di vendita e nelle campagne promozionali. In effetti sempre più spesso a determinare la nostra soddisfazione d'acquisto sembra essere più l'apparenza che il contenuto, il richiamo dell'immagine è fatale e questo è quello che, secondo gli scienziati di questa ricerca, succede anche a tavola.

il test

Il test utilizzato dal professor North è stato molto semplice: tutti i volontari dovevano consumare una stessa scodella di minestra. In realtà alcuni dei partecipanti ricevevano un piatto speciale che, a loro insaputa, veniva riempito lentamente, e in maniera impercettibile, man mano che ne consumavano il contenuto.

scodella

Obiettivo del trabocchetto scientifico era valutare la relazione tra l'effettiva quantità di cibo ingerita e il gradimento-appagamento finale raggiunto da ogni consumatore. Le conclusioni sono inequivocabili, i volontari con il piatto truccato arrivavano a mangiare quasi il doppio di quelli che utilizzavano la stoviglia normale (quella senza supplemento aggiuntivo), ma senza rendersi minimamente conto di aver ingerito porzioni maggiorate e senza dichiarare di aver raggiunto un più grande senso di sazietà rispetto agli altri. Tutto questo senza nessuna relazione con il loro BMI, la percezione dei magri come pure degli obesi era sempre la stessa e in ogni caso sembrava misurare più con gli occhi che con la pancia le calorie ingerite.

Attenzione dunque alle scodelle semivuote o all'utilizzo di piatti particolarmente capienti in tavola, la capacità di autocontrollo dietetica è molto sensibile alla valutazione visiva e basta un colpo d'occhio fulmineo per indurci all'ipernutrizione inconsapevole.






l'angolo di Blackcat
Scienzità è stato realizzato da Silvia Sorvillo e Vittorio Sossi