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BRUXELLES. Allarme ozono anche per l'Europa. Uno studio finanziato dalla Comunità Europea e svolto in collaborazione con ricercatori europei, statunitensi, canadesi, russi e giapponesi, ha messo in luce un nuovo preoccupante dato: nell'inverno 1999/2000 la stratosfera artica, a circa 18 chilometri dal suolo, ha perso il 60 per cento dello strato protettivo di ozono.
mappa delle temperatureLo scorso inverno l'assottigliamento toccava la quota del "solo" 45 per cento. I valori sono stati ottenuti mediante l'impiego di sonde lanciate dalla base svedese di Kiruna. Satelliti, aeromobili e mongolfiere hanno monitorato i nostri cieli e hanno ridimensionato le rosee prospettive di qualche tempo fa in cui il buco sembrava essersi ridotto.
“ la riduzione dello strato di ozono stratosferico permette alle radiazioni solari più nocive di raggiungere il suolo „
La portavoce della commissione europea,Andrea Dahmen, ha spiegato che questo nuovo dato può essere stato causato dalle temperature più fredde registrate nello scorso inverno. "La situazione sta peggiorando e l'area in cui si registra la riduzione si va sempre più allargando", ha affermato la portavoce che ha anche aggiunto: "questa riduzione potrebbe permettere alle radiazioni solari più nocive di raggiungere il nord Europa e indurre un aumento del numero di tumori cutanei, di allergie e di altri disturbi della pelle".
ROMA. Se per ora le varie politiche mondiali non sono riuscite a mettere un freno al pericoloso fenomeno atmosferico, la medicina può proteggerci, almeno in parte, dagli spiacevoli effetti che questo comporta. Caterina Catricala, dermatologa e oncologa dell'Istituto San Gallicano di Roma, ha fatto luce su alcuni nuovi dati e ha suggerito come attuare una buona prevenzione.