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Universal Design il nuovo modo d'intendere la casa

di Silvia Sorvillo

Con pochi semplici accorgimenti potremmo abbattere le barriere architettoniche e rendere più ospitali le nostre case

30 aprile 2004

Arriva finalmente l'Universal Design, un sistema che applicato all'edilizia abitativa ci permetterà di vivere comodamente in casa senza distinzione d'età e abilità individuali.
Sono anni che l'architetto Fabrizio Vescovo è impegnato nella realizzazione della "casa agevole" un nuovo tipo di alloggio dove chi ha difficoltà motorie o utilizza la sedia a ruote (ma anche gli anziani e i bambini) potranno muoversi agevolmente e provvedere, senza pericolose peripezie, alle proprie esigenze quotidiane.

che cos'è l'Universal Design

La struttura presentata il 28 aprile presso la fondazione Santa Lucia di Roma s'inserisce nel contesto del ben più ampio progetto della "Città per tutti". Questo piano, nato in collaborazione con la Regione Lazio, si propone di realizzare modelli abitativi, di mobilità e compatibilità ambientale volti ad eliminare ogni tipo di barriera architettonica per garantire pieno comfort ad un numero sempre maggiore di persone. Con questo intento Vescovo e il suo staff hanno progettato case immediatamente realizzabili, esteticamente gradevoli e che si inseriscono bene in qualsiasi contesto urbano. Ogni appartamento è di circa 60 mq, una metratura quasi standard che garantisce l'accessibilità d'acquisto anche nei più proibitivi centri storici.

Utilizzo degli spazi nella casa agevole

Gli spazi sono concepiti con una distribuzione "anulare": non esistono corridoi. Cucina, due bagni, soggiorno e due camere da letto sono disposte consecutivamente intorno ad un asse immaginario, ogni locale, tranne i due bagni, è dotato di due porte d'accesso e permette inversione e rotazione della sedia a ruote. L'arredamento interno è pensato in maniera tale da lasciare massima libertà di movimento, le porte dei bagni sono a libro per permettere di abbandonare la sedia fuori nell'antibagno. La doccia è a pavimento e il lavabo come gli armadi sono tutti pensili.

Ogni appartamento ha un giardino o una terrazza dove, applicando la stessa concezione di sfruttamento degli spazi, c'è la possibilità di dedicarsi liberamente ai propri hobbies. La casa agevole è stata presentata, per ora, come complesso di villette a schiera ma il modello potrebbe essere adattato o almeno fornire utili suggerimenti anche a chi vuole ristrutturare la propria abitazione. L'Universal Design, la logica architettonica che ha guidato questo progetto, vuol essere perciò un nuovo modo d'intendere la casa, non un alloggio costruito ad hoc per chi ha difficoltà di movimento ma una nuova maniera di interpretare le esigenze del vivere quotidiano.

Verso una città accessibile, per tutti

Sempre con questo obiettivo Vescovo ha progettato una serie di soluzioni per garantire pieno godimento della città da parte di chi utilizza la sedia a ruote.
In casi d'emergenza o di pericolo, per esempio, basterebbe creare sulle rampe antincendio delle piccole piazzole ("zona di calma") dove ci si possa mettere al riparo senza intralciare il flusso di chi scende o sale le scale.
Sempre senza introdurre modifiche troppo dispendiose o esteticamente pesanti il professore ha progettato, per i marciapiedi, delle zone di curvatura più ampie in modo da consentire una più facile rotazione della sedia; stesso discorso per gli incroci dove il ribassamento del marciapiede è accompagnato da cordoli e parapedonali di protezione.
Per aiutare gli ipovedenti sarebbe sufficiente la presenza di indicatori tattili che segnalino gli attraversamenti pedonali e i dislivelli di pavimentazione.
Un aiuto è stato pensato anche per coloro che hanno difficoltà nello stare in piedi a lungo, gli "appoggi ischiatici", semplici strutture tubolari ergonomiche, potrebbero alleviare la loro fatica sostenendoli nelle sempre più frequenti occasioni d'attesa: dagli uffici pubblici alle fermate dell'autobus, nelle stazioni taxi o nei punti informazione.

Un scelta di civiltà

Sono tutti presidi semplici, realizzabili con una spesa contenuta e compatibili con la grande valenza storica e artistica che caratterizza molte delle città italiane. I requisiti per la loro realizzazione ci potrebbero essere tutti, basterebbe perciò solo un po' più di buona volontà da parte dei nostri amministratori pubblici mentre da parte nostra sarebbe già un buon inizio essere semplicemente più civili verso il prossimo.






l'angolo di Blackcat
Scienzità è stato realizzato da Silvia Sorvillo e Vittorio Sossi