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Sclerosi laterale amiotrofica: uno studio sperimentale promuove il Vegf per una futura sperimentazione clinica.

di Silvia Sorvillo

Lo studio è stato pubblicato su Nature Neuroscience e fa luce su alcuni meccanismi di questa malattia per ora ancora incurabile

3 dicembre 2004

La Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), una malattia molto invalidante che colpisce i muscoli volontari, forse potrebbe essere curata con il Vegf, un fattore di crescita per le cellule dell'endotelio vascolare, la parete che riveste internamente i vasi sanguigni.

uno studio preclinico

La ricerca è stata appena pubblicata su Nature Neuroscience di questa settimana (28 Nov 2004) e anche se lo studio è ristretto al modello animale i risultati ottenuti lasciano ipotizzare che si possa utilizzare il Vegf anche per l'uomo. Peter Carmeliet, che ha condotto la sperimentazione con il suo team all'istituto per le Biotecnologie (VIB) di Leuven in Belgio, ha sottolineato come questo studio preclinico sia il primo e unico che ha dato risultati positivi e incoraggianti per un'applicazione clinica.

In passato sono già stati fatti tentativi terapeutici che prevedevano, come in questo suo studio, la somministrazione di fattori neuroprotettori, ma i risultati non sono stati mai soddisfacenti sia per la difficoltà di somministrazione (il farmaco per avere effetto deve attraversare la barriera emato-encefalica) sia perché i risultati sono sempre stati scarsi o di minima rilevanza.

come si manifesta la Sla

Di questa malattia ancora oggi si sa molto poco. L'esordio è improvviso e colpisce gli adulti di entrambi i sessi, ha un andamento progressivo e invalidante con un evoluzione media di 3-5 anni. L'incidenza, cioè i casi registrati in un anno, è in aumento nei Paesi industrializzati, in Svizzera se ne sono registrati 50, ma frequenze più elevate si riscontrano nell'isola di Guam, nell'Oceano Pacifico, e nella penisola di Kii in Giappone dove sembra essere associata a fattori alimentari.
Da noi, al momento, la possibilità di ammalarsi sembra essere più alta tra persone che hanno fatto attività fisica intensa (sportivi,agricoltori...) ma qualsiasi conclusione potrebbe essere azzardata, anzi quel che è certo è che non esiste nessuna categoria socio-professionale più predisposta di altre.
Oggi ricerca e clinica concordano completamente sul fatto che la Sla è associata alla lesione di motoneuroni centrali e periferici. La degenerazione cronica di queste cellule nervose, che regolano e determinano il movimento, provocano l'invalidità progressiva del paziente che si manifesterà a livello degli arti superiori/inferiori o della muscolatura della lingua, faringe e laringe a seconda che la lesione cominci nel midollo spinale o nel tronco cerebrale.
Questa distinzione purtroppo è solo iniziale, la malattia in fase conclamata interessa sia le membra che l'uso della parola e la deglutizione. A fronte di una prognosi così severa l'evoluzione è, però, comunque imprevedibile: ci sono forme benigne che rimangono stabili per più di 30 anni ma anche casi in cui a cinque e 10 anni insorgono difficoltà respiratorie sempre più gravi con esito letale. Nonostante da anni si tentino approcci clinici diversi al momento non esistono ancora terapie capaci di fermare questo processo.

La nuova tecnica di somministrazione del Vegf

Peter Carmeliet, con il suo lavoro, è riuscito, anche se per ora solo nel modello sperimentale, a ritardare il meccanismo degenerativo e assicurare una discreta capacità motoria posticipando l'esito fatale.
Il dato più significativo secondo Carmeliet è soprattutto la modalità di somministrazione del Vegf. Utilizzando un catetere sottocutaneo i ricercatori sono riusciti a portare questa sostanza all'interno del ventricolo cerebrale evitando così quella reazione immunitaria fisiologica che avrebbe impedito al farmaco di arrivare nel punto della lesione. Il Vegf è fisiologicamente prodotto nel nostro organismo ma normalmente non si trova nel parenchima cerebrale, distretto che è sempre perfettamente isolato grazie alla barriera emato-encefalica e dove arriva grazie alla minipompa osmotica usata nello studio.
I medici del VIB di Leuven sono riusciti a far arrivare sin qui il fattore di crescita endoteliale grazie ad una minipompa osmotica che ogni 4 settimane veniva ricaricata con il farmaco. Grazie a questo dispositivo sono state utilizzate dosi minime di Vegf (0,2 ug per Kg per d), che non hanno provocato perciò alcun effetto collaterale e hanno esplicato così un buon effetto curativo.
Il Vegf in loco riesce infatti a contrastare lo stress ossidativo cui sono sottoposti questi neuroni malati e, inducendo la formazione di nuovi vasi, consente un apporto di ossigeno che salva il motoneurone dalla necrosi arrivando a proteggere la giunzione neuromuscolare che determina il movimento. Esperimenti di marcatura radioattiva hanno confermato il percorso e la permanenza di questo fattore nel corpo cerebrale e lungo il midollo spinale, la presenza del Vegf è stata osservata per intervalli di tempo sufficienti ad esplicare l'effetto terapeutico anche sulle forme più gravi. Resta certo comunque molto difficile, e discutibile, un'applicazione chirurgica di questo tipo su paziente, ma le tecnologie vanno avanti e non si possono escludere strade nuove per arrivare magari a microchirurgie più accettabili.

Un possibile coinvolgimento genetico

Dal punto di vista molecolare la causa genetica della Sla resta ancora un mistero, ultimamente si accredita sempre di più l'ipotesi che sia coinvolto il gene SOD1, il gene per la superossido dismutasi che dal cromosoma 21, nell'uomo, controlla il metabolismo dell'ossigeno.
Lo studio genetico dei casi con familiarità, cioè il 5% dei casi diagnosticati, ha indirizzato già da un po' di tempo i medici verso questa tesi e oggi questa teoria sembra trovare conferma sia nei malati con inizio spinale -primi sintomi agli arti- sia in quelli con inizio bulbare -primi sintomi con difficoltà di parola e deglutizione.

C'è ancora molto lavoro da fare ma con questa ricerca è stato sicuramente fatto un piccolo passo avanti nella stesura di un protocollo clinico efficace. Per ora pazienti e familiari possono trovare aiuto psicologico nelle organizzazioni di volontari che indicano come affrontare al meglio questa malattia. E' molto importante che le strutture sanitarie riescano ad offrire a questi malati un impegno progressivo e l'azione coordinata di diversi medici (neurologo, gastroenterologo, pneumologo, medico ORL e medico generico), oltre all'aiuto di tecnici della riabilitazione e infermieri. Ricercatori e medici dal canto loro denunciano una mancata sensibilizzazione dell'opinione pubblica da parte della stampa, oggi sappiamo bene come una maggiore attenzione e informazione possono essere provvidenziali per incrementare i finanziamenti destinati allo studio e alla ricerca.

indirizzi utili

Centri per l'assistenza ai malati di Sla:

  • in Ticino : Ospedale Regionale di Lugano-Servizio di Neurologia Dr Carlo TOSI Via Tesserete 46 6900 LUGANO Tél. 091/805 69 21-28
  • A Losanna : Consultazione neuromuscolare Servizio di neurologia CHUV BH7/306 1011 LOSANNA Tél. 021/314 12 91 e-mail : thierry.kuntzer@chuv.hospvd.ch
  • A Ginevra: Clinica di neurologia Ospedale Cantonale Universitario 24, rue Micheli-du-Crest 1211 GINEVRA 4 Tél. 022/702 53 96

    Informazioni e sostegno :

    Associazione della Svizzera Romanda e Italiana contro le Miopatie
    Chemin de la Traverse 12 Casella postale 179 1170 AUBONNE Tél. :021 808 74 11
    sito web dell'associazione
    Info: e-mail :asrim@planet.ch

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Scienzità è stato realizzato da Silvia Sorvillo e Vittorio Sossi