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Le pagine sui fumetti in rete| cronologie e schede | Zagor

Scheda sul numero 485 in edicola di Zagor

scheda realizzata da Vittorio Sossi
ATTENZIONE: nelle sinossi troverete la trama della storia.
Le immagini sono proprietà dei rispettivi autori, sempre indicati, e utilizzate solo a scopo informativo.

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Copertina
copertina di Gallieno Ferri 
			© Sergio Bonelli Editore

Zagor 485

collana: Zenith Gigante 536

periodicità: mensile

Data Uscita: dicembre 2005

pagine: 100 - 94 tavole

prezzo: 2,50 euro

Titolo:
L'UOMO VENUTO DALL'ORIENTE

Storie:
L'UOMO VENUTO DALL'ORIENTE (prima parte)

editore: Sergio Bonelli Editore

copertina di Gallieno Ferri
© Sergio Bonelli Editore

Le Storie

L'UOMO VENUTO DALL'ORIENTE (prima parte)

autori: Moreno Burattini storia, Massimo Pesce disegni, Giuseppina Caresana Lettering

Personaggi principali: Takeda samurai; Robson ingegnere

Sinossi

L'UOMO VENUTO DALL'ORIENTE (prima parte)

Avventura che si riallaccia, pur essendo leggibile autonomamente, ad una vecchia storia di Nolitta (curiosamente dallo stesso titolo cosa che in genere è evitata dalla redazione) pubblicata negli albi Zagor 116, 117 e 118.
Nella storia un proprietario terriero aveva assoldato una milizia di samurai, agli ordini di Minamoto, per proteggere le sue proprietà. Purtroppo, una volta espletata la missione affidata loro, i samurai avevano continua a praticare l'arte della guerra a spese delle vicine tribù indiane. Zagor aveva quindi raccolto attorno a sé un gruppo di guerrieri e insieme avevano sconfitto i giapponesi.
Minamoto, sconfitto da un nemico onorevole, si era poi tolto la vita nel classico suicidio rituale della filosofia del Bushido.

ANTEFATTO: La notizia della morte del principe Minamoto arriva in Giappone, dove sono rimasti gli ultimi samurai fedeli al principe sotto la guida del maestro Saigo. I guerrieri stanno per seguire il loro principe nel suicidio rituale, il Seppuku. Tutti tranne uno: il giovane Takeda.
Saigo obbliga Takeda a sottrarsi al rituale, per vendicare la morte di Minamoto, uccidendo l'uomo che lo aveva sconfitto: Zagor.
Solo dopo aver compiuto la missione affidatagli, Takeda potrà riappropriarsi della propria vita. Scegliendo lui se uccidersi o diventare un Ronin: un samurai senza padrone.

Dopo un lungo viaggio, Takeda sbarca a New Orleans e inizia la lunga traversata verso Nord che lo porterà nei pressi di Darkwood. Il racconto del viaggio si intervalla con il presente zagoriano attraverso alcuni flashback nei ricordi di Takeda.

Zagor e Cico tornano al rifugio, presumibilmente dopo la lunga traversata che li aveva portati addirittura in Islanda. Drunky Duck è lì ad aspettarli, dopo aver spazzolato la fornita dispensa di Cico per inciso, per consegnare loro una lettera dell'ingegner Robson: il più sfortunato costruttore di ferrovie che la storia ricordi.
Robson li prega di raggiungerlo in quanto non riesce a venire a capo di misteriosi sabotaggi, che stanno rallentando la costruzione della linea che deve collegare Saint Louis alla costa.
Nonostante le imprecazioni di Cico, i due amici si mettono in viaggio per Queensboro.

TEMPO PRIMA: Takeda si imbatte in un gruppo di cinesi che hanno intenzione di cercare lavoro alla ferrovia. Nonostante fra cinesi e giapponesi non sia mai corso buon sangue, il giovane si innamora della bella Jeng. I due intrecciano una relazione e anche Takeda si arruola fra i lavoranti alla ferrovia di Robson.
Per cui quando, tempo dopo, Zagor giunge in soccorso dell'ingegnere lo trova già lì ad attenderlo.

Zagor e Cico arrivano alla tratta ferroviaria in costruzione e conoscono due operai: Dashiell e Vincent.
Dai due hanno conferma che qualcuno sta sabotando i lavori della ferrovia, con una serie di incidenti altrimenti inspiegabili, non ultimo una piccola frana che aveva interrotto i binari. Ma i sabotatori non si fermano neanche davanti alle vite umane... e lo scopriremo subito!
Montati su un carrello ferroviario, superata la salita e imboccata una ripida discesa, i quattro si rendono conto che i freni del carrello sono stati limati e ben presto si bloccano. Zagor riesce ad evitare il deragliamento usando un piccone come leva per rallentare le ruote.
Un sabotaggio quindi che mirava ad allungare la lista di operai che avevano già perso la vita in quell'ultimo periodo.

Prima che Zagor incontri Robson, facciamo conoscenza di uno dei vigilantes assoldati da Robson per sorvegliare il cantiere: il messicano Carrizo. In un flashback apprendiamo che l'uomo si era già scontrato con Takeda. Insieme ad altri tre compari lo aveva aggredito mentre stava facendo un bagno con Jeng in un torrente, per abusare della ragazza. Solo Carrizo era riuscito a sfuggire all'ira di Takeda, che aveva affettato gli altri tre compari. Carrizo se n'era andato con la coda fra le gambe proferendo minacce di morte e il giapponese teme che la presenza del messicano non sia casuale e possa intralciare la sua missione. Per cui cerca costantemente di non farsi notare da lui, ma non ci riuscirà per molto.

Carrizo non tarda molto a scatenare l'ira di Zagor. Urtato per sbaglio da un lavorante cinese, si accanisce contro di lui colpendolo selvaggiamente. Zagor gli intima di smetterla ma l'uomo si rivolta contro di lui. Per cui finisce a spazzolare la terra con la faccia insieme a due altri vigilantes intervenuti in sua difesa.
La cosa si risolve pacificamente grazie all'intervento di Robson che riconosce i due amici. Felice di rivedere Zagor e Cico si dimostra però stupito alla notizia che loro sono lì su sua richiesta... Infatti Robson non è l'autore della lettera recapitata da Drunky Duck!... ( continua

Puoi trovare la trama completa della storia con tutti i luoghi e i personaggi a questo link nel mio sito Il Viaggio di Zagor

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