Nella terra di Wineland

Riusciranno Fishleg e i suoi uomini a risolvere il mistero delle baleniere scomparse?

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Blizzard Gazette N° 62

Port Whale
di Ismael
"Il porto dei sogni"

Chiamatemi port whale Ismaele. Non so più se sia il mio vero nome e non ricordo quale sia la mia origine. La mia storia si è confusa nella bruma del mare e le onde alte come montagne mi hanno strappato i miei ricordi. Tanto da convincermi a fermare su questo foglio di carta, fragile ma più sicuro della mia mente vacillante, le battaglie dei miei giorni di baleniere, contro i terribili leviatani, sbuffanti e scalcianti con le loro code mastodontiche.
Un giorno credo troverò la forza di narrarvi le vicissitudini che fecero di me l'unico sopravvissuto del Pequod, trascinato in fondo agli oceani, guardato a vista da squali, razze e i mostri della profondità, dalla follia di Acab. La notte ancora mi è testimone della mia angoscia tanto che mi sveglio fra le coltri disfatte soffocato; come se l'aria mi fosse stata privata dalla schiuma del mare ossessionato e ribelle.
Molto prima del mio tragico imbarco sul Pequod e dei miei giorni da Nantuckettese passai qualche tempo fra le fumose case di Port Whale, allora il principale punto di partenza per le baleniere che si incuneavano nel mistero dei freddi mari del nord.

A port whale Port Whale tutto brulicava di vita. Ogni angolo, ogni taverna, ogni vicolo, dove invero spesso la morte si sostituiva alla vita per gli sventurati che aveano preso con cuor leggero la visita di quei luoghi.
Port Whale sembrava un porto dei sogni, variopinto di genti giunte da ogni parte del mondo, anche da quelle che si credeva avessero origine nella mitologia.
Cannibali, europei di nazioni che credevo da tempo estinte o mai esistite, papuani, abitanti di quel meridione della terra dove il mare avvolge le poche terre cullandole fra le sue onde, indiani, non quelli del nostro paese, ma quelli con turbanti avvolti attorno alla testa e gli occhi di un magnetismo animale in grado di assoggettarti al proprio volere.
Port Whale allora era in subbuglio. Quattro navi che avevano doppiato la Nuova Scozia non avevano più fatto ritorno e molte vedove piangevano i loro mariti inabissati fra i flutti.
La Blue Star del capitano Scott, la cui voce era potente come l'urlo del mare. La Blue Water del capitano Corman, l'orgoglio della marina di Port Whale. E poi la Rainbow e la Sea's Eagle. Tutte partite e mai più tornate
La vita del mare abbisogna di uomini eccezionali.
Un capitano coraggioso, uno che avevo visto spesso alla locanda dello sfiatatoio, aveva deciso di sfidare l'ignoto e, seppur disperando di ritrovare i miseri scomparsi, almeno di vendicare la morte di quei coraggiosi!
Uomini che neanche nelle epiche antiche possono ritrovarsi!
Fishleg, questo il nome del buon capitano, aveva chiesto aiuto ad un montanaro, non di quelli che scelgono di affrontare il mare per la povertà della più tranquilla terra, per affrontare l'impresa: il suo nome, credo indiano, evocava in me lo spirito stesso dell'avventura, anche perché, come appresi poi, voleva dire veramente spirito: Zagor.

port whaleC'ero anch'io a salutarli sulla banchina fra suppliche e speranze, anch'io tesi la mano verso di loro e da allora, poco più che ragazzo, decisi definitivamente che la vera vita sarebbe stata nel mare, così provvido di misteri e di avventura quanto avido nel richiedere il suo tributo di vite umane.
Curiosamente sono riuscito a rintracciare questi stralci del diario di Ismaele. Mi chiedo se il personaggio dello scrittore Melville, non sia veramente esistito?!
In fede Robert Short

Blizzard Gazette N° 63

Le navi scomparse
di Robert Short
"Nessuno dei marinai della Golden Baby..."

...sono la golden baby sicuro fosse preparato alla sconvolgente rivelazione dietro la scomparsa degli equipaggi di Port Whale. Parole sussurrate a mezza bocca raccontavano di Kraken, i giganteschi serpenti marini della mitologia nordica, o di tempeste titaniche generate dall'incontro delle correnti fredde con quelle calde e gorghi spropositati in grado di ingoiare le pesanti baleniere; ma la realtà era ancora più inimmaginabile.

La la nuova scozia Golden Baby proseguì tranquilla la sua marcia verso il nord costeggiando senza problemi la Nuova Scozia, mentre Zagor e Cico familiarizzavano, ognuno a suo modo, con la variopinta ciurma.

La golfo di St Lawrence nebbia fitta, che li avvolse entrando nel golfo di St. Lawrence, foriera di bianchi e compatti cirri che cancellavano il sole e la serenità, inquietò gli animi.
Alcuni marinai, fra i quali Hammendick e Cico, asserivano di aver intravisto la testa di un Kraken, ergersi immensa nella nebbia; ma Fishleg smorzò immediatamente quelle voci pericolose.

La i marinai della blue star nebbia si dissolse il giorno dopo, con il suo velo d'angoscia. Il sole tornò sulla tolda della nave.
Ma un'agghiacciante apparizione li attendeva al dissolversi della coltre biancastra. La Blue Star era incagliata fra gli scogli come un pesce morto in una rete. Nessuno a bordo rispose ai richiami di Fishleg. Quando salirono sulla nave scoprirono il motivo di tale silenzio.
I marinai erano scheletri biancheggianti al sole, trafitti da frecce dalla foggia sconosciuta e fermati per sempre nell'attimo della morte.
Ma chi li aveva assaliti? Chi aveva depredato la nave? E dov'erano i molti che mancavano all'appello?

Le sigfried e i suoi elucubrazioni furono interrotte quando una piccola canoa con a bordo indiani terrorizzati doppiò uno sperone di roccia. E dietro alla canoa il Kraken: un'orribile testa di serpente marino, che si rivelò essere la prora intagliata di un'imbarcazione con la vela quadrata... Un drakkar vichingo.

Instancabili sawar viene soccorso da fishleg e zagor i rematori biondi guadagnavano acqua sui disperati pellerossa, trafitti dal nugolo di frecce che piombavano su di loro da ogni direzione.
Gli occupanti della Golden Baby non esitarono un attimo nell'accogliere l'ultimo superstite della canoa e ad issarlo a bordo.

Appena l'arrembaggio dei vichinghi in tempo per accorgersi che la freccia che lo trafiggeva aveva le piume nere come quelle che avevano decimato l'equipaggio della Blue Star.
I vichinghi erano già sulla nave, ammansiti i nostri amici con parole bonarie, e solo l'allarme di Zagor e la potenza dei fucili consentì loro di respingere il feroce arrembaggio.

I zagor combatte sigfried colossi biondi erano combattenti temibili, forti e spietati come belve, tanto che anche Zagor vacillò sotto i colpi del loro capo: il principe Sigfried.
Gli assalitori si ritirarono con minacciose ammonizioni. I marinai si contarono e si leccarono le ferite.
Sawar, questo il nome dell'indiano, raccontò loro la sua storia.
La sua tribù si era spinta in quel territorio da circa due anni e aveva tentato in ogni modo di convivere pacificamente con la colonia vichinga.
Ma gli sforzi erano stati vani. Era radicato nei biondi nordici schiavizzare i popoli più deboli, per costringerli ai lavori più umili.
Sawar era divenuto il loro bersaglio in quanto solo la sua autorità animava lo spirito di ribellione della sua gente.
Nel frattempo i vichinghi avevano rivolto la loro attenzione alle baleniere di passaggio. Cariche di viveri e uomini.
Occorreva liberare gli sventurati...

Blizzard Gazette n° 64

In trappola!
di Robert Short
"Il piano di Zagor era estremamente semplice"

Attaccare la strana coppia zagor e cico l'insediamento in forze era improponibile. I vichinghi si sarebbero vendicati sui prigionieri.
Due volontari avrebbero però potuto infiltrarsi nella cittadella e preparare un'incursione, che avrebbe goduto del vantaggio della sorpresa. Che il primo fosse Zagor non desta alcuna meraviglia; ma che il secondo dovesse essere il povero messicano la dice lunga sul sadismo del suo compagno di avventure.
Per colmare la misura Cico fu anche costretto a indossare gli scomodi panni di bionda contadina e rintuzzare i pesanti corteggiamenti degli omaccioni nordici.

Fu gli schiavi dei vichinghi proprio Cico, insidiato da un appiccicoso corteggiatore, a far saltare la copertura, tanto che i liberatori si ritrovarono prigionieri anch'essi e portati al cospetto del re della colonia: il corpulento Guthrum.
Questi, ormai avanti negli anni, aveva perso il suo spirito battagliero e il suo unico desiderio era godersi una vecchiaia tranquilla in compagnia di una buona scorta di vino. Sotto il sole del sud.
Il vecchio sovrano prese subito in simpatia i due nuovi arrivati. Soprattutto Cico che gli suscitava una grande ilarità.
Il principe Sigfried, il formidabile combattente che aveva messo in difficoltà Zagor, intanto, premeva sui più giovani perché continuassero quella vita avventurosa e violenta dei loro padri e dei loro avi.

Quello sigfried fomenta la folla che Guthrum non immaginava era che Sigfried stava manovrando da tempo per spodestarlo e sostituirlo sul trono. La cattura di un manipolo di marinai, fra i quali Ramath il fachiro, che si erano spinti nelle vicinanze della cittadella per avere notizie di Zagor, offrì il pretesto per fomentare gli animi e spodestare quel vecchio re, ubriacone e debole, che permetteva a chiunque di penetrare le proprie difese.
Tutti e tre finirono così con gli altri prigionieri, destinati ad essere immolati in una carneficina, sotto la mannaia di Djarmi, il boia, all'ombra della gigantesca statua di Odino.
Ogni via di fuga era preclusa come lo stesso Zagor sperimentò dolorosamente. Quando lì, a pochi metri, c'era un passaggio segreto che poteva condurli fuori dalle mura perimetrali, scavato dallo stesso Guthrum. Fu a quel punto che una voce ruppe il silenzio con un soffio di speranza. Era Ramath il segaligno indiano della Golden Baby; il fachiro nel quale Fishleg riponeva tanta ammirazione e fiducia .

Sosteneva, ramath visita fishleg e vi accorgerete di quanto fossero veritiere le sue parole, di poter contattare Fishleg, con gli altri al villaggio di Sawar, e guidarlo fin dentro alla cittadella.
Sebbene nessuno riponesse speranze nella inquietante dimostrazione, il fachiro apparì veramente al suo capitano, a chilometri di distanza. Potete immaginare la sorpresa del vecchio lupo di mare quando si vide davanti la figura diafana dell'amico e lo attraversò nel tentativo di abbracciarlo!

Fishleg guthrum aspetta il colpo e i suoi giunsero giusto in tempo per fermare il boia che si preparava ad abbassare la mannaia sulla testa del fiero Guthrum. La sorpresa e l'irruenza degli assalitori ebbero ragione in un primo momento dei fedeli di Sigfried, ma solo l'autorevole voce di Guthrum, che chiamò a sé i suoi sudditi, riuscì a rovesciare la situazione, mentre la feroce reazione dei cospiratori li stava falcidiando.

i salvatori liberano i nostri amiciIn questo momento Guthrum mostrò un volto inaspettato. Non era un sovrano da operetta ma un re vero e sapeva di dover essere crudele per mantenere la sua autorità.

Sigfried la fine di sigfried fece una fine orrenda dilaniato dai mastini di Guthrum.
Il vecchio ubriacone sferrò, poi, il suo colpo finale. Convincere i suoi sudditi a migrare verso sud, dove il sole è più caldo e l'uva cresce più rigogliosa.
Prese da parte il gran sacerdote, un opportunista che non aveva esitato a schierarsi con Sigfried, e lo convinse ad ammaestrare il volere di Odino. Lui che era la bocca con la quale il Dio parlava!
Fu così che una strana flotta, la Golden Baby circondata dai drakkar vichinghi, fece rotta verso il sud. Ma ancora un nuovo imprevisto li separava dal ritorno a casa.

blizzard gazette n° 65

soffia!
di Charles Humbold
"Una parola ... Una vita"

Viaggi la balena soffia per mare... Quanti ne ho fatti non riesco neanche a ricordarlo... Cento... Mille!? Devo ammettere che quelli in compagnia di Zagor sono stati i più emozionanti e carichi di imprevisti. Pirati, vichinghi... Ma non mi voglio soffermare sulla nostra disavventura a Wineland della quale sono certo, caro Robert, tu avrai fatto un resoconto completo -e pieno di parole - come è tuo solito. Voglio solo aggiungere che per noi della Golden Baby trovarsi di fronte dei vichinghi è stata insieme una conferma e un onore. Una conferma che quei formidabili navigatori fossero veramente giunti in America, le leggende corrono fra noi gente di mare tanto da trasformare, spesso, una brezza in una burrasca man mano che le voci passano di bocca in bocca, e un onore ammirare da vicino la loro maestria nella navigazione.
Ma ogni sentimento, ogni emozione, ogni scotimento dell'animo di un capitano di una baleniera è insignificante di fronte al fuoco che è in grado di accendere una sola semplice parola: SOFFIA!
Stavamo ritornando a Port Whale felici per la missione compiuta e per aver liberato i marinai prigionieri quando il buon Zarkoff, dall'alto della coffa, tirò fuori tutti i suoi polmoni e urlò quella parola.
Era una balena franca. Forse non all'altezza della fantomatica balena bianca alla quale dava la caccia da una vita quel folle di Acab, ma in grado di ripagarci delle spese sostenute.
Le scialuppe erano già in mare e gli uomini remavano con foga quasi prima che io dessi l'ordine. A volte mi chiedo se la mia vita non è il susseguirsi di lenti torpori fra i bruschi risvegli della caccia, tanto sono forti le sensazioni che provo al momento di attaccare il leviatano.

Zagor zagor e zarkoff vengono scaraventati in alto volle unirsi a noi nell'impresa nonostante la sua inesperienza. Devo dire che insieme a Zarkoff, il primo arpioniere, facevano una coppia formidabile e infilarono rapidamente gli arpioni nel fianco della bestia. Ma, la balena si liberò di loro inabissandosi e frantumando la scialuppa con un possente colpo di coda, prima ancora che noi altri potessimo avvicinarla.
Il mare quel giorno fu clemente e non richiese nessun tributo di vite.

Forse wolf minaccia fishleg per questa leggerezza d'animo quando subii il folle ricatto di Wolf anch'io restituii la clemenza e non mi lasciai trasportare dalla rabbia.
Costui era il capitano dell'Erzengel, una goletta tedesca, in mare da mesi, ma con la stiva vuota. Disperato per il suo destino e per le paghe dei suoi uomini. Con l'inganno mi invitò sulla sua nave convinto di usarmi come ostaggio contro le centinaia di barili di olio, dei quali immaginava fosse piena la mia stiva.
Povero Wolf. Che faccia fece quando dai barili saltarono fuori Zagor e i forsennati vichinghi di Guthrum!
Dimenticai la sua violazione al codice d'onore perché compresi la sua disperazione. Corpo di mille balene siamo tutti gente di mare!
Guthrum non lo rividi più quando lo lasciai a Port Whale. Il suo volto era, se possibile, ancora più gioviale e imporporato, mentre prendeva il largo in direzione della Florida...

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appendice
soffia!
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Guthrum
Sfida all'ignoto
di
storia Guido
Nolitta
disegni Gallieno
Ferri
Nella Terra di Wineland
scheda Vittorio
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