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506/509
(557/560)

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Zagor 509

Gli Indiani della Prateria

376 pagine

Moreno Burattini - Michele Rubini

Locazioni

Personaggi
La storia
Gli avversari


Un ricco industriale, Norman Boswell, ha intenzione di lanciare una sfida al monte Leigh, una cima impervia in una regione inesplorata, a ridosso delle Montagne Rocciose.
Si fa accompagnare nell'impresa dall'esperto Jerry Lachman, che ha già tentato l'impresa, ma che ha visto scomparire in quella occasione, il giovane fratello Sandy, precipitato in un crepaccio.

Il maggiore Howard, comandante di Fort King, chiede a Zagor di scortare la carovana nell'attraversamento dei territori indiani, per scongiurare attriti e repressioni militari in caso di attacchi.

Oltre alle minacce esterne, Knofler, il capo delle guide, sembra aver organizzato una rapina alla carovana in combutta con il suo compare Fisher, a seguito della spedizione. L'arrivo di Zagor lo innervosisce. Knofler riesce, comunque, a fuggire dal forte.

La spedizione nel frattempo cattura un giovane guerrriero Sioux, che rimane ferito ma viene curato da Boswell. Gli indiani prendono prigioniero uno dei nipoti del magnate, Moses, per trattare un eventuale scambio di prigionieri.

Knofler rallenta la marcia di Zagor e Cico. Raggiunta la carovana, la abbandona alla rappresaglia dei Sioux, fuggendo con i suoi compari Fisher e Hutch.

Zagor, giunto sul posto, riesce a liberare Moses. L'intervento di Boswell che restituisce il ragazzo indiano curato ed in buone condizioni, garantisce una pacifica risoluzione della controversia.
Le uniche vittime sono Knofler e i suoi soci. Ma le ultime parole di Knofler raccolte da Zagor gettano una luce completamente nuova sulla vicenda: Knofler è stato pagato da un membro della spedizione per organizzare un finto attacco indiano ed uccidere qualcuno dei componenti. Purtroppo la guida spira prima di pronunciare il nome del traditore. Però sembra chiaro che la vittima designata debba essere Boswell. Molti, a partire dai suoi nipoti, diventerebbero ricchi con la sua scomparsa!

Zagor prende il comando della spedizione che si avvicina al Leigh tra terre inesplorate e pericolose. Mentre effettuano un giro di esplorazione, Zagor e Sylvester salvano Gene da una orribile morte, intrappolato sul fondo di un geyser sul punto di espellere un violento getto di acqua bollente.

Zagor ancora non ha il minimo indizio per individuare il traditore che medita di uccidere il ricco Boswell. Molti i candidati, alcuni moventi pesanti, ma i fin dei conti nessun valido motivo e soprattutto nessun passo falso! Nessuno dei tre nipoti, gli unici a guadagnarci dalla morte dello zio, sembra vestire i panni spregiudicati dell'assassino.
Ma il traditore persevera nei suoi intenti criminosi e prende di mira proprio Zagor, che sfugge ad una frana solo grazie ai suoi incredibili riflessi.

Durante l'approssimarsi alla meta, conosciamo paure e motivazioni di Boswell: il magnate della finanza è logorato dal suo lavoro e dai sotterfugi dei suoi familiari, che sembrano agire per interessi personali. Ha un bisogno disperato di stringere un patto di fiducia con i propri nipoti; la scalata al monte Leigh, una cordata in cui tutti devono fare la propria parte e ognuno deve affidare la propria vita ai compagni di salita, potrà forgiare un'unione indissolubile.

Anche Lachman ci apre il suo passato. Man mano che si approssima la gigantesca sagoma del monte Leigh, la montagna in cui suo fratello perse la vita, è tormentato da incubi sempre più realistici. Cosa si nasconde dietro il suo senso di colpa? Solo la dannazione di essere sopravvissuto a suo fratello o una responsabilità più diretta?

Nonostante dubbi e incertezze, sei scalatori, Zagor, Boswell, i tre nipoti e l'alpinista Lachman iniziano la scalata: si inerpicano su un costone della montagna, ma vengono sorpresi da un violento temporale che spazza via il sentiero per il quale sono venuti.

Lachman è sempre più preda dei suoi incubi e meno affidabile. Man mano che la risalita lo avvicina alla tomba di ghiaccio di suo fratello Sandy, i sensi di colpa che lo tormentano lo fanno precipitare in un delirio allucinatorio. Vede ovunque il fantasma di suo fratello ed è consapevole di essere arrivato alla resa dei conti con il suo passato.
Racconta a Zagor che fra lui e Sandy c'era un accesa rivalità, attorno al modo di amministrare il patrimonio della famiglia, sfociata spesso in accessi di ira e scontri fisici.

Zagor si rende conto che è una situazione sinistramente simile a quella delineatagli nel numero precedente da Boswell, riguardo la sua famiglia. Qualunque sia stato il destino dei Lachman, omicidio, leggittima difesa o disgrazia, Zagor vuole impedire che il Leigh sia teatro di un'altra tragedia familiare. Ormai è evidente che il misterioso mandante dei sabotaggi alla carovana Boswell, escludendo quest'ultimo, deve essere uno dei suoi nipoti.
Allora perché nella notte senza luna sul monte Leigh, è proprio Lachman che si avvicina a Boswell con l'intenzione di spingerlo nel burrone?

La verità è molto più complessa e prima di arrivarci gli scalatori dovranno affrontare la sfida più difficile. Attraversare il ghiacciaio che copre la sommità del monte. Lachman è in testa alla cordata e Zagor, il più forte, alle sue spalle. Boswell chiude la fila.
Naturale che Jerry guidi la cordata. è il più esperto del gruppo. Ma Lachman non sta seguendo la via più sicura. Si sta dirigendo verso il crepaccio dove è precipitato suo fratello, un fantasma etereo che solo lui è in grado di vedere.

Il ghiaccio cede. I cinque davanti precipitano giù e solo Boswell tiene la cordata. Zagor capisce che non potrà mai farcela a tenere il peso di tutti gli altri. Spezza la corda che lo lega ai Boswell e lui e lachman precipitano nell'abisso di ghiaccio.
Qui giace, giovane come era in punto di morte e giovane come lo vedeva il fratello, Sandy. E Lachman ricorda tutto.
Sandy aveva tentato di ucciderlo lassù, per liberarsi di lui e della sua sconsiderata avventatezza negli affari. Ma Jerry era riuscito a difendersi e a far precipitare giù il fratello minore.

Liberatasi la coscienza il vecchio alpinista muore, lasciando Zagor al buio con il problema di uscire fuori dalla tomba di ghiaccio.

Zagor viene fuori da quella situazione impossibile. E, raggiunti i compagni di cordata, si trova davanti un epilogo inaspettato.
Boswell tenta di uccidere suo nipote Sylvester!
Zagor impedisce l'omicidio ma per tutta riconoscenza Sylvester tenta di liberarsi sia di lui che dello zio.

Il giovane viene trascinato giù da una slavina prima che possa mettere in atto il suo folle proposito.

Finalmente dopo tanti sotterfugi e depistaggi sappiamo la verità. I tre nipoti, spronati da Sylvester, volevano liberarsi dell'ingombrante zio, simulando un incidente durante la scalata.
Boswell era venuto a sapere tutto. Non aveva prove, solo la sua parola. Anche se fosse riuscito a scampare alla trappola dei nipoti gli si prospettava una vita di angoscia. Con la paura dei suoi stessi familiari.
Aveva così deciso di eliminare il problema alla radice. Contattando Knofler affinché i suoi nipoti perissero durante un finto attacco alla carovana. Ma, nel momento della verità, quando aveva le vite dei suoi nipoti appesi sul baratro e alla corda che lui stesso sosteneva, non ce l'aveva fatta ad ucciderli e li aveva tratti in salvo.
Però aveva deciso di eliminare Sylvester: la vera anima nera del complotto.
Ora tutto si era risolto. Zio e nipoti superstiti si erano riavvicinati, pentiti ognuno delle proprie colpe.
E solo Zagor, oltre a loro, conosceva il terribile dramma consumatosi in cima al monte Leigh...

Note

Una storia costruita in maniera mirabile, che sembra partire lentamente soffermandosi in situazioni classiche del genere western. In realtà ci infonde piccoli particolari significativi che gradualmente delineano le singole personalità e i rapporti interni al gruppo.
A metà del secondo albo cambiano le motivazioni. C'è una vittima e un traditore. Questo ci stimola ad una maggiore attenzione nello studio dei personaggi.

La vittima è Boswell, non ci sono dubbi. Ma chi è il colpevole? Nessuno dei tre nipoti spicca sugli altri nè in positivo nè in negativo. Tutti papabili ma anche tutti molto legati fra loro. Si insinua il sentore che siano in combutta fra loro. Sono sempre pronti a coprirsi a vicenda, come nel caso dell'attentato a Zagor.
Quando ormai siamo convinti delle nostre percezioni, si ribalta la verità e si scopre che la soluzione del caso è molto più complessa.

Quanto a Lachman e alla sua tragedia, non interferisce mai con quella di Boswell, ma è un esempio di vicenda pregressa analoga, come ci viene sapientemente rivelato nella parte finale.
Inoltre nonostante la scontatezza della sua vicenda: Jerry ammazza Sandy o Sandy tenta di ammazzare Jerry e finisce male, l'incontro fra i due fratelli è un momento altamente drammatico, forse il migliore della storia.
Notevolmente realistici e incisivi i disegni di Rubini. Sembra quasi di percepire il freddo mentre ci si inoltra nel ghiacciaio del Leigh e ci si sente inzuppati al midollo durante il temporale. I volti e i primi piani sono fotografie delle espressioni dell'anima.
Il senso morale della cordata che riavvicina i parenti superstiti è ben stigmatizzato. Quando si scala una montagna la vita di ogni elemento di una cordata dipende da quella degli altri. Mi piace credere che proprio su questo contasse Boswell per ravvicinarsi ai suoi nipoti e stringere un patto indissolubile con loro.
L'unico appunto che mi sento di fare è che avrei preferito un po' più di Zagor scalatore, dote della quale abbonda anche se espressa sempre in solitaria.

Curiosità

Questa storia è stata anche l'occasione per parlare di Zagor in televisione. Durante la trasmissione MONTAGNE, programma della testata giornalistica regionale in onda di Venerdì alle ore 9:15, sono stati intervestati Moreno Burattini, Michele Rubini e Mauro Boselli.
Per chi non l'avesse visto ho inserito il file video della trasmissione in questa pagina. Basta cliccare sui comandi per avviarlo ed avere naturalmente il plug-in di Windows media player. Con il tasto destro del mouse potete scegliere se vederlo a schermo intero.
Per la cronaca l'intervista inizia al minuto 18:50 e termina dopo circa quattro minuti. Potete arrivarci facilmente spostando la barretta azzurra.
Link originale: MONTAGNE - RAI

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