17

numeri

11/12
(Zenith 62/63)
Collezione 6

copertine

Zagor 11
Zagor 12
Collezione storica 6

Sulle Orme di Titan (L'Uragano)

123 pagine

Testi: Guido Nolitta

Disegni: Gallieno Ferri

Locazioni

Personaggi
La storia
Gli avversari


Prima apparizione di trampy, disegno di Gallieno Ferri
Trampy - Prima Apparizione
Ralph Mulligan, disegno di Gallieno Ferri
Ralph Mulligan
Teseka, disegno di Gallieno Ferri
Teseka
Ananka, disegno di Gallieno Ferri
Ananka

Trama

Prima apparizione di Hellingen e della sua più incredibile invenzione: il gigantesco automa Titan.
Nella cittadina di Saint Thomas sul lago Erie, Zagor e Cico incontrano il trapper Ralph Mulligan che li informa della rivolta dei Winnebago del Michigan a causa della costruzione di un nuovo forte sulle rive del fiume Muskegon.
Zagor non ha esitazioni e convince un vecchio pescatore a trasportali sulla sua barca, per approdare sull'altra sponda del grande lago, ignorando gli ammonimenti dell'anziano navigatore che prevede l'arrivo di una tempesta.
Evento che puntualmente si verifica. Quando Cico viene sbalzato fuori bordo, Zagor si precipita in suo soccorso e i due restano impotenti in balia dei flutti, fino a quando non riescono a raggiungere fortunosamente la terraferma di quella che si rivelerà essere una piccola isola.

Vengono accolti con ospitalità dai pacifici Ottawa di Teseka.
Non sfugge a Zagor che la piccola tribù vive in un clima di terrore: Il loro villaggio è circondato da una enorme palizzata e al suono di una lugubre sirena gli indiani si allontanano dal villaggio trasportando una quantità consistente di vettovaglie.
Teseka spiega la situazione: un gruppo di spietati uomini bianchi si è insediato nell'isola e hanno dimostrato le loro intenzioni criminali uccidendo alcuni indiani al solo scopo intimidatorio. Teseka, impossibilitato a competere con le armi da fuoco degli invasori ha accettato di rifornirli di cibo e costruire la loro base.
Ma la storia è molto più misteriosa. I bianchi pretendono anche che gli indiani stiano rintanati nel loro villaggio in determinati momenti della giornata scanditi come sempre dalla sirena.
Ananka, un indiano che non era riuscito a rientrare in tempo, confessa a Zagor di aver visto un mostro gigantesco, alto parecchie decine di metri, aggirarsi nella foresta.

Zagor non si lascia intimorire e passa al contrattacco. Al posto degli indiani si reca all'appuntamento della consegna del cibo e strapazza pesantemente gli energumeni che stavano lì in attesa. Ma la solita dabbenaggine di Cico fa scappare tutti gli avversari e i due amici sono costretti a seguire le loro tracce.
Nel frattempo gli sgherri riferiscono al loro capo, il misterioso Hellingen, della rivolta degli Ottawa. L'uomo possiede una tecnologia inverosimile e futuristica e decide di scatenare contro gli indiani, per dar loro una lezione, la sua creatura: Titan.
Titan si rivela essere un gigantesco automa dalla potenza smisurata e assolutamente invulnerabile. Zagor non può far altro che vederlo passare mentre si dirige verso il villaggio degli ottawa dove seminerà distruzione e morte.

La guerra è cominciata. Zagor convince Teseka ad abbandonare il villaggio per impedire ogni rappresaglia, ignorando che Hellingen possiede un sistema di telecamere che gli permette di tenere sotto controllo qualsiasi punto dell'isola. Cico rimarrà con gli ottawa per coordinare la fuga sulle canoe in una zona di sicurezza.
Zagor si infiltra nella base ma non può nulla contro la superiorità numerica degli uomini di Hellingen.
A questo punto si trova faccia a faccia con il folle scienziato che si dimostra assolutamente privo di qualsiasi senso morale e non esita a scatenare il suo automa, primo di una serie di robot con i quali intende conquistare il mondo (come nella più canonica delle situazioni), contro gli indifesi Ottawa e il povero Cico, che dimostra un grande coraggio frapponendosi fra Titan e un bambino indifeso.

Hellingen osserva tutto dai suoi monitor e la vista del massacro moltiplica le forze di Zagor, che riesce a liberarsi e a costringere Hellingen a far inabissare Titan nelle scure acque del lago. Nello scontro finale i macchinari di Hellingen esplodono e Zagor crede di essere l'unico sopravvissuto al disastro non sospettando che Hellingen tornerà a tormentarlo...

In appendice Zagor e Cico devono vedersela con due spietati ladri, proprietari della Locanda del Lupo, che hanno la pessima abitudine di ammazzare i loro clienti per derubarli: i gemelli Bakerfield.
(tecnicamente questa andrebbe considerata una storia a parte, ma, dato che ormai l'ho incorporata in questa, teniamola così)

Note

Prima storica apparizione di Hellingen uno scienziato pazzo che Nolitta ripescò dalle sue letture giovanili. Di gran lunga uno dei personaggi più amati della serie, brillerà di più nei suoi ritorni piuttosto che in questa avventura, dalla struttura un po' ingenua. Soprattutto, a mio parere, nella sua seconda e drammatica apparizione (nella quale facciamo la conoscenza di uno sventurato Fishleg) e nella saga degli Akkroniani: credo di non essere smentito se la ritengo una delle migliori storie di Zagor in assoluto.

In questa storia possiamo apprezzare l'incredibile tecnica narrativa di Nolitta che sarà raffinata nel corso del tempo e produrrà le sue storie fantastiche/horror più memorabili.
Si parte con un siparietto leggero e comico a sé stante, che ha come protagonista Cico; in questo caso doppio con la prima apparizione di Trampy.
Ci introduce una vicenda totalmente fuorviante in modo da sorprenderci con l'evoluzione successiva della storia.
In questo caso Ralph Mulligan che avverte Zagor dei problemi con i Winnebago nel lago Michigan. Per cui il lettore potrebbe pensare a un classica storia western con indiani e soldati. (Pensate alla tensione che riesce a ottenere nell'albo Angoscia, nel quale un normale servizio di scorta a una carovana di coloni, si tramuta, tavola dopo tavola in una minaccia invisibile sinistra e soprannaturale)
L'uragano porta Zagor e Cico nel villaggio di Teseka, dove oltre alla paura, domina soprattutto il mistero. Cosa vogliono gli uomini bianchi? Sarà vera la storia del gigante? Chi c'è dietro le losche manovre?
Ma soprattutto si avverte una sensazione di pericolo incombente che ha il climax nell'apparizione del "mostro": in questo caso Titan.
Zagor non si lascia intimidire e con caparbietà affronta un nemico apparentemente superiore alle sue possibilità.
Secondo climax con Zagor messo spalle al muro e impotente.
Al culmine della disperazione la risoluzione affidata alla inesauribile forza di volontà dello Spirito con la Scure, che riesce a liberarsi delle manette metalliche e a neutralizzare Hellingen e il suo ottuso automa.
Quindi: inizio leggero, inganno (a fin di bene) del lettore, misteriosa (e terrificante) minaccia incombente, contrattacco a testa bassa di Zagor, situazione disperata, risoluzione.
Pura maestria narrativa.

Cicorabilia:

  • Cico dapprima si lascia coinvolgere da vero e proprio pollo, nel navigato gioco delle tre Tazze (variante di quello delle tre carte), come inconsapevole complice. Non solo prenderà un sacco di legnate ma perderà anche i suoi soldi.
  • Ma soprattutto incontra per la prima volta il compagno di tante disavventure: Trampy! (anche se Burattini scombinerà le carte molti anni dopo sostenendo che questo non era il primo incontro fra i due - vedi Cico Cercatore d'Oro).
    Trampy in verità questa volta non dimostra di avere il cervello fino che sfoggerà in seguito: si limita a rubare la "pappa" a innocui ma ricchi cagnolini. Cico ovviamente si andrà ad infilare nella cuccia di Tiger e farà la fine di Gatto Silvestro!
  • Come nell'avventura precedente Cico dimostra di essere un uomo di estremo coraggio frapponendosi tra Titan e un bambino Ottawa che è sulla sua strada.
Hellingen, disegno di Gallieno Ferri
Hellingen - prima apparizione
Mac Barry, disegno di Gallieno Ferri
Titan - prima apparizione
Craven, disegno di Gallieno Ferri
Craven
Isacco Bakerfiled, disegno di Gallieno Ferri
Isacco Bakerfiled
Abramo Bakerfiled, disegno di Gallieno Ferri
Abramo Bakerfiled