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ROMA. "Non è mai troppo tardi. Smettere di fumare permette di "congelare" i danni al livello raggiunto. Prima si smette, tanto maggiori saranno i benefìci". A parlare è Ugo Pastorino, direttore della cllnica di chirurgia toracica dell'Istituto europeo di oncologia di Milano.
“ smettere di fumare permette di congelare i danni „
In occasione della giornata mondiale contro il fumo, svoltasi ieri, tante voci si sono levate per cercare di dissuadere le vittime di questo vizio, riconosciuto ormai a tutti gli effetti una patologia da curare. Nonostante il susseguirsi delle campagne di prevenzione e la maggiore documentazione scientifica che conferma i catastrofici effetti della sigaretta, cresce con il passare del tempo il numero delle morti da tabacco. Per ora le fonti ufficiali parlano di un decesso ogni otto secondi. Ma, secondo le previsioni, nel 2020 morirà un fumatore ogni tre secondi.
Gro Harlem Brundtland, direttrice dal 1998 dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha lanciato un monito alle industrie del tabacco: "Giù le mani dai bambini". Uno dei dati più preoccupanti è che il fumo assolda tra i suoi proseliti un numero sempre più grande di ragazzi, specialmente nei Paesi in via di sviluppo.
"Abbiamo avuto accesso a documenti riservati delle compagnie del tabacco. Da una parte assicurano di non puntare ai giovani ma dall'altra provano che stanno tentando di raggiungere i bambini", ha dichiarato la direttrice dell'Oms in un comunicato stampa in cui però non menzionava il nome di nessuna di queste società.
Tante le voci che si sono levate e le iniziative che si sono svolte in occasione di questa giornata. In Italia la Lega nazionale per la lotta contro i tumori ha proposto un progetto di screening per arrivare a una diagnosi precoce dei malanni da fumo e una modifica della legge sui distributori automatici di sigarette, così da renderli inaccessibili ai minorenni.
Umberto Veronesi, il nuovo ministro della Sanità, ha annunciato che l'iter della legge proposta qualche settimana fa sul divieto di fumare nei locali pubblici procede; ha inoltre assicurato che entro la fine di questa legislatura il progetto sarà approvato ed entrerà in vigore.
"La regola dovrebbe essere non fumare e l'eccezione fumare", ha commentato il ministro, che più volte ha ribadito che la sua legge non vuole essere nè "antirepressiva" nè "antiproibizionista".
Alla luce dei nuovi dati occorrono strategie innovative di prevenzione. Secondo recenti ricerche 1'80 per cento dei fumatori, 13 milioni in Italia e 1 miliardo e 200 milioni nel mondo, vogliono smettere, ma di questi solo il 35 per cento si impegna a farlo e un 5 per cento ci riesce.
Età media di 50 anni, sesso maschile, cittadino del Nord Italia in centri con più di 100 mila abitanti, classe sociale medio-bassa e istruzione scolastica di media inferiore o diploma. Questo il prototipo del fumatore italiano.
Ma la Federazione italiana medici di medicina generale non si è fermata qui. Con il "Progetto Fumo" ha redatto un quadro completo del dipendente da nicotina. Generalmente ha cominciato a fumare intorno ai 16 anni (in alcuni casi l'età scende a 13), fuma 15 sigarette al giorno e ha già provato almeno tre volte a smettere.
Il responsabile del progetto ha aggiunto che il 60 per cento dei fumatori dichiara di non avere patologie fumo-correlate, vuole parlare principalmente di sé e dei problemi che derivano dal vizio. Per il 94 per cento dei casi la domanda più frequente è sui metodi per smettere, mentre il 90 per cento vuole sapere più che altro dove rivolgersi. Il supporto psicologico e il consiglio di andare dal medico di famiglia sono i primi soccorsi forniti dalla Federazione.
in sperimentazione il vaccino contro il fumo (2005)