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Barriere coralline ancora in pericolo

di Silvia Sorvillo

Non si arresta la riduzione delle barriere coralline

13 dicembre 2004

Nel 1998 era arrivato il primo allarme: il Niño e l'effetto serra avevano distrutto il 16% delle barriere coralline, oggi la situazione non è cambiata anzi... continuando così molte di queste meraviglie naturali scompariranno irrimediabilmente.

12-12-2007 Aggiornamento: un aiuto per le coralline

Per cercare di monitorare e poi arginare l'inquinamento e il fenomeno di sbiancamento, il Politecnico di Milano in collaborazione con la Fondazione Wireless di Torino, e altri partners europei e australiani, hanno ideato delle boe grandi quanto dieci quadernoni impilati uno sull'altro (30 cm per 15 cm) in grado di registrare ogni variazione di salinità, temperatura e luminosità delle acque prospicienti le barriere.

Questi nuovi galleggianti saranno anche in grado, con l'aggiunta di ulteriori sensori, di rilevare quali e quanti inquinanti sono sospesi nelle acque. I valori registrati vengono poi spediti wireless alle centraline a terra dove i biologi marini attraverso i loro monitor tengono costantemente sotto controllo la situazione.

Il sistema analitico di rilevamento e quello di trasmissione sono alimentati grazie a piccoli pannelli a energia solare. Un gioiellino ad alta efficienza che per ora, durante la messa a punto, ha esaminato le acque del lago di Como e quelle della barriera corallina dello stato del Queensland, in Australia.
Le boe intelligenti potranno aiutare non solo a prevenire e arginare l'inquinamento ma anche a darci utili informazioni di preavviso nel caso si verifichino tifoni.
Presto le dimensioni si ridurranno a quelle di un CD ma in futuro, garantiscono gli scienziati otterremo le stesse, se non maggiori informazioni, riducendo la grandezza a quella di un granello di sabbia.
L'era della "smart dust" è sempre più vicina e lavorare ad impatto zero si può davvero.


L'allerta è stato lanciato alla Conferenza delle Parti della Convenzione sui Cambiamenti Climatici (COP 10) che si è aperta il 6 dicembre (e terminerà il 17 dello stesso mese) a Buenos Aires. La situazione è davvero grave: il 20% delle barriere coralline di tutto il mondo ha subito danni talmente pesanti da rendere ormai assai difficile una loro piena ripresa; l'azione antropica, cioè la pressione che l'uomo esercita sull'ambiente, minaccia con pericolo imminente il 24% mentre riserva un rischio a lungo termine per un altro 26% di esse.

minacciate più del 60% delle barriere

Di quel vecchio 16% "sbiancato"- il bleaching è il fenomeno che provoca la decolorazione dei coralli per la morte dei loro ospiti commensali simbionti le zooxantelle- solo il 40% sembra essere in fase di ripresa. Le più a rischio sono le barriere dell'America centrale: Costarica, Colombia, Galapagos e Panama.
Le barriere coralline di tutto il mondo si sono ridotte oggi di circa 110 miglia quadrate rispetto ad uno studio eseguito qualche anno fa dagli esperti del Programma Ambientale dell'Onu. Già allora i ricercatori sostenevano la necessità di istituire nuove aree protette e denunciavano l'inquinamento e la pesca con la dinamite.
L'aumento delle emissioni di CO2 contribuisce poi a peggiorare la situazione. La diffusione di anidride carbonica provoca infatti un aumento dell'acidità dell'acqua di mare e va a contrastare il processo naturale di calcificazione dei coralli. Per farcene un'idea basta pensare che il temuto raddoppio delle emissioni in aria è stato calcolato provocare una riduzione del 40% del processo di calcificazione in mare.




un'immagine di barriera corallina foto da "California Academy of Sciences"

E pensare che c'è ancora chi sostiene che le conseguenze del nostro inquinamento siano irrisorie per la Terra...
"Ridurre le emissioni di anidride carbonica diventa una priorità assoluta se vogliamo mantenere il pianeta ancora vivibile" ha detto Jennifer Morgan, Capo della delegazione WWF alla COP 10. Lo studio "Status of coral Reefs of the World", realizzato da 240 esperti di 96 nazioni sotto il patrocinio di 20 organizzazioni, fa un quadro chiaro e piuttosto allarmante della situazione. Il WWF, uno degli enti che ha finanziato la ricerca, chiede ai governi presenti alla conferenza di garantire il rispetto del tetto massimo di variazione della temperatura, fissato a 2°C. Anzi, meglio ancora sarebbe tenersi al di sotto di tale valore.

Habitat e biodiversità sono sotto minaccia costante. Siccità e alluvioni sono fenomeni certamente naturali, ma ora non sembrano rispettare più quel calendario geologico che gli studiosi di oggi cominciano a conoscere.

Una risorsa fondamentale per l'umanità

Difendere le barriere coralline e preservarne la loro natura è indispensabile per mantenere in buone condizioni tutto l'ecosistema terrestre. Queste formazioni, infatti, oltre ad abbellire il nostro pianeta, rivestono un importante ruolo economico, ambientale e biologico: dalla pesca all' ecoturismo con tutto il suo indotto (agenzie turistiche, strutture alberghiere, guida-turismo, istruttori sub ... per un totale di 30 miliardi di dollari l'anno), dalla biodiversità delle forme che le popolano (circa due milioni di specie diverse!), all'effetto barriera che contrasta naturalmente l'azione erosiva del mare.

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Scienzità è stato realizzato da Silvia Sorvillo e Vittorio Sossi