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NEW YORK. Un gruppo di ricercatori ugandesi e statunitensi ha presentato gli incoraggianti risultati di una nuova ricerca contro l'Aids. Una nuova molecola, la nevirapina, sembra impedire al virus il contagio dalla madre al nascituro più efficacemente del comunemente usato Azt. In alcune zone dell'Africa, il 40 per cento delle partorienti è malato e la loro prole avrà una probabilità del 25-35 per cento di contrarre la malattia. Le difficoltà per una prevenzione efficace e capillare sono soprattutto economiche: la terapia standard con Azt costa 268 dollari, contro i 4 dollari necessari per l'acquisto di due dosi di nevirapina, quantità sufficiente a prevenire il contagio.
Secondo il team di scienziati è sufficiente che la mamma prenda una sola pillola durante il travaglio, mentre il bambino deve ricevere uno sciroppo a base di nevirapina nei primi tre giorni di vita. "È un grande passo avanti", ha affermato Poter Piot, responsabile del progetto Aids dell'Onu. Per il direttore dell'Istituto nazionale statunitense di malattie infettive, Anthony Fauci, la nevirapina potrebbe prevenire, nei paesi più poveri, il contagio di 400.000 neonati l'anno. Le ricerche condotte in Uganda dimostrano che la nuova molecola riduce al 13 per cento il contagio, mentre l'Azt mostra una percentuale di rischio del 25 per cento.
“ cos'è l'HIV? „
L'Aids, o meglio la sindrome da immunodeficienza acquisita, è una malattia infettiva provocata da un virus a Rna (retrovirus). Ciò che rende invincibile questo retrovirus è la capacità di cambiare continuamente le sue proteine esterne (capsidiche), rendendosi irriconoscibile agli occhi delle nostre cellule-soldato (i linfociti e i macrofagi). Il suo bersaglio preferito sono, anzi, proprio i linfociti che, quando infettati, prima o poi muoiono. La latenza del virus è variabile, e lascia sprovvisto l'organismo delle migliori armi di difesa cui dispone.
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