ATTENZIONE!!! se visualizzi questo pagina senza formattazione alcuna con testo nero su fondo bianco e contenuti in sequenza --> menù di sinistra parte centrale menù di destra vuol dire che stai usando un browser che non supporta appieno i CSS!!! Si tratta delle versioni di explorer anteriore alla 5, netscape 4 e inferiori, opera 5 e altri che probabilmente non conosco. I contenuti del sito immagini e testi dovrebbero comunque essere perfettamente leggibili.
Le missioni Viking, coronate da un completo successo, curiosamente sembrarono arrestare la sete di conoscenza delle due superpotenze per il pianeta rosso. L'aspetto di Marte non era quello sognato da generazioni di scienziati, astronomi e romanzieri.
Negli anni '80 gli americani abbandonarono quasi completamente le esplorazioni dei pianeti e ripresero solo nel 1989 con la missione Magellano verso Venere e Galileo verso Giove.
I sovietici invece, particolarmente attivi, concentrarono i loro sforzi sullo studio di Venere, missioni Venera da 13 a 16 (1981-1983) e con missioni combinate verso Venere e verso la cometa di Halley: Vega1 e Vega2.
Il successo e i risultati soddisfacenti li stimolarono a riprendere le esplorazioni di Marte e dei suoi due satelliti.
Phobos 1 e Phobos 2: possiamo annoverarle come le ultime missioni dell'Unione Sovietica prima della sua disgregazione. Lanciate nel 7 luglio e nel 12 luglio del 1988, le sonde gemelle Phobos miravano allo studio di Marte e del suo satellite più grande dal quale hanno adottato il nome. La missione si proponeva il raggiungimento di una serie di obiettivi:
L'Unione Sovietica si dissolse tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90. L'ultima missione su Marte, l'ultima in definitiva dell'ex-impero sovietico, fu quindi approntata dalla sola Russia. Era una missione ambiziosa nella quale la Russia cercò di coinvolgere altre nazioni nello sviluppo delle strumentazioni.
MARS 96 avrebbe dovuto raccogliere un insieme di apparecchiature in grado di sviscerare ogni aspetto possibile del pianeta rosso, fino alla sua evoluzione. Nel progetto iniiziale erano previsti infatti una stazione orbitante, moduli di atterraggio, due penetratori in grado di perforare la crosta del pianeta, un pallone orbitante e un veicolo mobile. Ma il progetto era troppo ambizioso e la Russia attraversava un diffficle periodo di crisi politica ed economica, tanto che, dopo una serie di ridimensionamenti, MARS 96 fu comunque lanciato il 16 novembre del 1996, ma non riuscì neanche a sfuggire all'attrazione gravitazionale terrestre. Quest'ultimo fallimento segnò la fine dell'avventura sovietica nel sistema solare.
Ben diverso fu il cammino degli americani.
Dopo un primo fallimento con il lancio di MARS OBSERVER, lanciato nel 1992 e perso proprio nel momento dell'inserzione in orbita marziana, gli americani ripensarono il modo di affrontare il problema. Piuttosto che concentrare in una singola missione diversi tipi di sonde e una gran quantità di strumentazione scientifica, adottarono un piano pluriennale; un vero e proprio programma di una serie di approcci differenziati a costo e rischio ridotto, in grado di svolgere pochi compiti in un ambito ristretto.
Primo progetto fu il Mars Global Surveyor (MGS) lanciato il 7 novembre 1996. Stazione che si inserì correttamente in un'orbita molto ravvicinata nel settembre 1997. Da questo vantaggioso punto di vista lo MGS ha permesso di costruire una dettagliatissima mappa della superficie e della topografia del pianeta, misurare l'entità del campo gravitazionale e magnetico, e segnalare la presenza di acqua ghiacciata e segni inequivocabili della passata presenza di acqua allo stato liquido. MGS è ancora in funzione oggi.
Immediatamente dopo MGS fu lanciata la missione Pathfinder, 4 dicembre 1996. Pathfinder non comprendeva comonenti orbitanti ma solo un modulo di atterraggio fisso e un piccolo veicolo mobile: il Sojourner. Anche questa missione aveva come scopo primario dimostrare la fattibilità di missioni a basso costo e soprattutto collaudare i sistema di controllo a distanza del veicolo mobile dalla terra: infatti il Sojourner sebbene in grado di risolvere piccoli problemi di assetto era interamente radiocomandato da terra. La missione ebbe pieno successo e Sojourner girovagò sul suolo del pianeta per ben 4 mesi. Durante questo periodo analizzò rocce e suolo marziano.Contemporaneamente alla partenza di Spirit, e Oppostunity, anche l'ESA, l'agenzia spaziale europea, mise sulla rampa di lancio una missione verso Marte: Mars Express. La missione prevedeva una stazione orbitante e un modulo di atterraggio, Beagle 2, del quale però si sono perse le tracce durante le fasi di avvicinamento alla superficie.
L'interesse per il pianeta rosso si è quindi ampiamente riacceso e molte missioni sono programmate per gli anni a venire (ovviamente man mano che andiamo nel futuro le missioni in programma subiranno certamente delle variazioni):
Agosto 2005 - Mars Reconnaisance Orbiter - Stazione orbitante con lo scopo di approfondire clima e depositi di acqua di Marte. Parte della strumentazione è fornita dalla Agenzia Spaziale Itaiana - ASI.
2007 - MARS 2007 - satellite di comunicazione italiano di supporto alle varie missioni - Phoenix, lander statunitense - stazione orbitante francese?
2009 - MARS SCIENCE LABORATORY - Veicolo Mobile che dovrà effettuare esperimenti specifici sulle possibilità di vita del pianeta in relazione alle condizioni ambientali e alla presenza di acqua.
Altre missioni per le successive finestre di lancio, dal 2011 in poi, sono ancora in fase di progetto.
Fonti: sito ufficiale della N.A.S.A
sito ufficiale della Agenzia Spaziale Europea
La lunga Strada verso Marte - Wesley T. Huntress Jr e Simonetta di Pippo - Le Scienze febbraio 2005
Vai a Marte descrizione generale e storia delle osservazioni
Vai a Marte - la conquista del pianeta anni '60 '70
Vai a Marte - la conquista del pianeta anni '80 a oggi