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ROMA. Autosufficienza regionale e nazionale e sicurezza trasfusionale. Questi sono i due obiettivi proposti dal Civis, il Comitato interassociativo volontari italiani sangue, in un disegno di legge che staziona in Parlamento dal marzo '99 e che risolverebbe molti dei gravi problemi della galassia trasfusione.
Ieri, nella giornata di mobilitazione nazionale per l'emergenza sangue, i quattro presidenti delle maggiori associazioni donatori sangue (Fratres, Avis, Cri e Fidas) hanno lanciato un appello ai politici perché, in occasione della giornata mondiale per le trasfusioni (il prossimo 7 aprile), si possa avere l'Ok dei vari gruppi alla legge.
L'emergenza sangue c'è ed è preoccupante. Secondo stime dell'Istituto superiore di Sanità mancano 400.000 unità di sangue per raggiungere l'autosuffìcienza nazionale. La situazione è ancor più grave per quanto riguarda il plasma. A peggiorare le cose c'è un ultimo dato: il calo del numero dei donatori, rispetto al '97, del 2 per cento.
"Il disegno di legge è fermo perché manca la copertura finanziaria di 120 miliardi di lire", dice Antonino Mangiacavallo, di Rinnovamento italiano. Risponde Piergiorgio Massita, di Forza Italia: "Nei bilanci la somma per tale fondo è irrisoria, non è questa la sede adatta, ma il dibattito su questo punto viene rimandato in Parlamento".
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