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Informatore scientifico del farmaco: cosa cambierà la nuova legge?

di Silvia Sorvillo

In discussione al senato il disegno di legge 404/B

24 marzo 2005

In questi giorni giace fermo al Senato, in seconda lettura, il disegno di legge 404/B. La discussione, di cui si occupa in sede deliberante la XII Commissione del Senato Igiene e Sanità, riprenderà subito dopo le vacanze pasquali e presto, se non ci saranno novità, la 404/B diventerà esecutiva.

Isf: chi sono?

In Italia sono quasi 30.000, lavorano dalle sei alle otto ore al giorno con ampia flessibilità d'orario. Esercitano da soli senza l'opportunità del raffronto quotidiano con i colleghi. Sono sempre pronti con la valigia in mano e spesso fanno ore di anticamera negli affollati studi medici. Il loro ufficio? di norma è l'auto aziendale.

Questo è molto in breve l'identikit dell'attuale informatore scientifico del farmaco, l' isf, l'operatore, spesso altamente qualificato, che ha il delicato compito di informare il medico sui nuovi farmaci in commercio, di aggiornarlo e di raccogliere indicazioni sui loro possibili effetti collaterali. Un incarico importante, una figura intermedia tra medico e azienda farmaceutica che fa informazione-propaganda e che svolge un ruolo fondamentale per la salute pubblica e per l'economia nazionale.

Per una professionalità come questa eticità e deontologia sono sostantivi irrinunciabili. L'informatore del farmaco non è un semplice agente di vendita, il suo è un ruolo difficile che deve conciliare missione scientifica e profitti aziendali. Obiettivo nobile ma anche assai arduo da raggiungere specie se, come talvolta accade, a fine mese fatturazione e resoconti diventano parametri decisivi per la crescita professionale.

La proposta di legge riguarda la regolamentazione dell'attività dell'informatore scientifico del farmaco, l'istituzione di un albo professionale (con relativo esame di stato) e la creazione di un organismo nazionale che disciplini e tuteli la sua professionalità.

E' passato molto tempo da quando, nel 1953, fu presentata al Parlamento la prima proposta di albo. Il dibattito è stato ripreso negli anni '70 e da allora polemiche e delusioni infervorano periodicamente il nostro panorama legislativo. La questione è delicata si tratta di legiferare su una figura che opera per la salute pubblica e che al contempo è un qualificato portavoce del progresso scientifico-tecnologico privato. Progresso e sviluppo arrivano però solo con alti margini di profitto, inutile quindi negare che dietro la 404/B si nascondono considerevoli interessi industriali.

Una fetta delle associazioni che rappresentano gli informatori rifiuta la legge perché, così formulata, lascia campo libero all'utilizzazione dell'isf come agente di commercio. L' autonomia professionale, ambiguamente riconosciuta dal comma c dell'art.3, potrebbe esporlo alla logica ricattatoria dell'obiettivo di vendita. Un pericolo da non sottovalutare visto che attualmente 5 mila operatori sono inquadrati come agenti di commercio. Poi c'è la questione dell'esame di Stato e dell'ordine chiuso che stridono fortemente con le nuove direttive europee.

L'on. Augusto Battaglia, capogruppo della XII Commissione permanente Affari Sociali alla Camera, ci ha chiarito perché il comma c dell'art. 3 è cosi importante:
"Insistere sulla definizione di lavoro dipendente, univoco e a tempo pieno è fondamentale perché altrimenti si espone l'eticità dell'informatore ad un maggiore rischio. Si corre il pericolo di far dipendere l'isf invece che dalla direzione scientifica da quella commerciale".
Cosa migliorerà per il cittadino?
"L'albo permetterà una maggiore informazione che vuol dire anche una maggiore qualità. Una percezione più corretta del farmaco e una prescrizione più appropriata dei medicinali."
Cosa si augura arrivi con questa nuova legge?
"Mi auguro un sistema di informazione sanitaria e di servizi nuovi e funzionali che poco hanno a che vedere con le lettere e gli opuscoli informativi dell'attuale governo."

Il punto di vista della Uiisf

Sono tre le associazioni internazionali cui gli informatori italiani aderiscono e di queste qualcuna non è ancora ben organizzata a livello nazionale. Il dottor Giuseppe Galluppi, presidente della Uiisf, l'Unione internazionale informatori scientifici del farmaco, ci ha illustrato la posizione della sua associazione rispetto la nuova 404/B (ex 3204).

Cosa pensate di questo nuovo disegno di legge?
"Siamo parzialmente soddisfatti anche se la formula attuale non fa premio del testo originario. Questa è la terza volta che arriviamo all'approvazione in Senato speriamo che presto ci sia anche il buon esito."
Un percorso tortuoso?
" Sono stati proposti oltre 100 emendamenti. Questo la dice lunga sulle lacune ancora presenti nel testo. Credo comunque sia sempre meglio avere una legge imperfetta piuttosto che non averne affatto. Questa XII Commissione ha mostrato una grande sensibilità rispetto a tematiche particolarmente complesse, la presenza di tecnici, molti commissari sono medici, è stata utilissima"
Crede che l'istituzione dell'Albo possa tutelare maggiormente la figura professionale dell'isf?
"Credo che con l'Albo sarà senza dubbio più facile controllare la deontologia e che questo stesso possa essere un buon deterrente verso comportamenti non leciti."
Quindi un cauto ottimismo?
"Sotto questo punto di vista certamente si, poi resta il dubbio su chi applicherà tali disposizioni legislative e anche un po' d'amarezza rispetto a tutti quei giovani laureandi che si sono iscritti al corso universitario per Isf (sono 18 università italiane) e che pensavano di entrare nel mondo del lavoro, come era stato loro promesso, senza l'ulteriore cavillo dell'esame di Stato."

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Scienzità è stato realizzato da Silvia Sorvillo e Vittorio Sossi