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"Grandi interessi economici dietro l'identikit del Dna"

di Silvia Sorvillo

Intervista: parla Anna Rollier, docente di biologia e genetica all'università di Milano.
E' in corso una guerra tra aziende per brevettare il genoma

Dal quotidiano Ultime Notizie. Venerdì 17 marzo 2000

ROMA. La dichiarazione congiunta di Clinton e Blair dei giorni scorsi ha fatto pensare che finalmente i sommi vertici del mondo politico avessero deciso di prendere posizione, a favore del bene dell'umanità, nell'intricata vicenda del patrimonio genetico umano.

Le prime sperimentazioni negli anni Ottanta

Quello che sta accadendo con la rivoluzione biotecnologica di questi ultimi anni non è certamente trascurabile. Non più oro e miniere, la vera ricchezza del futuro è l'identificazione dettagliata delle 22 (23 con quelli sessuali) coppie di cromosomi contenuti nelle nostre cellule. Ma questa improvvisa presa di coscienza da parte del presidente delle Nazioni Unite e del premier inglese non sembra essere poi così altruistica.
La dottoressa Anna Rollier, docente della facoltà di Biologia e Genetica all'Università di Milano, ci ha illustrato, con il disincanto di un'addetta ai lavori, qual è in effetti la situazione.

Cosa ne pensa del discorso congiunto dei due leader politici?

Sicuramente, per un verso, questa dichiarazione è positiva. Si deve democratizzare il possesso dell'informazione del genoma umano. Ma bisogna interpretarla correttamente, occorre guardare dentro alle cose e analizzare la storia della ricerca sul genoma umano.

Capita l'importanza, il privato entrò in scena

Quando sono iniziate questo tipo di ricerche?

Verso la fine degli anni Ottanta in Inghilterra e negli Stati Uniti, alcuni ricercatori di un consorzio pubblico cominciarono a muovere i primi passi nel sequenziamento del Dna. Poi, percepita l'importanza dello studio, il privato entrò in scena.
Da allora, fino ad oggi, è stata una continua lotta a chi arriva primo, prima si sequenzia prima si brevetta. Oggi sono tre le grandi multinazionali che si contendono il primato: la "Celera Genomics Corporation" del Maryland, diretta da Craig Venter, la "Human Genome Sciences", seconda in pole position, e terza la"Incyte". Queste ultime due sembra tra l'altro abbiano trovato il modo di "leggere" il Dna con una tecnica molto più veloce di quella utilizzata da tutti gli altri ricercatori, tecnica che ha consentito loro di dire che sono in possesso del 95 per cento del genoma.

Questo ci dovrebbe far riflettere sulla vera natura di questo improvviso interesse politico...

Infatti, ci dicono di essere contrari alla brevettazione ma in realtà l'America è il Paese che brevetta di più da un punto di vista biotecnologico oltre ad essere quello in cui si investe di più

Secondo lei come si potrebbe venire fuori da tutto questo?

Bisogna proteggere la proprietà intellettuale ma anche riconoscere l'impegno economico che hanno sostenuto queste compagnie. Non si può regolamentare un settore come questo come se fossimo di fronte al brevetto di Edison, non stiamo parlando di semplici manufatti. Occorronno nuove regole e una nuova mentalità per difendere il nostro unico e vero patrimonio.

Che cosa sono i cromosomi

i cromosomi umaniLe ventitre coppie di cromosomi
contenute nel nucleo delle nostre cellule
è mostrato un membro di ogni coppia

II Dna, il patrimonio genetico delle nostre cellule, è in realtà visibile al microscopio ottico solo in certe fasi del ciclo cellulare, sotto forma di bastoncelli, i cromosomi, uniti da una struttura chiamata "centromero", che divide questi bastoncelli in braccia più o meno lunghe.
Le tecniche di colorazione permettono agli esperti di evidenziare una serie di bande che possono essere "spia" di alcune malattie genetiche. Ma questo tipo di esame, ormai piuttosto superato, è spesso sostituito dall'analisi per sequenziamento, specie per la maggior parte delle malattie genetiche dovute a piccole alterazioni (mutazioni).
Si legge, cioè, sul filamento a doppia elica che compone il cromosoma, la successione di basi azotate. Questa successione di basi (nell'uomo ce ne sono circa 3 miliardi), forma per una piccola parte i geni, cioè il Dna attivo che "codifica" le proteine.

Hanno detto

Clinton: Dati disponibili per tutti

Bill Clinton presidente Usa -I dati del "progetto genoma" siano messi gratuitamente a disposizione di tutti gli scienziati del mondo, così da permettere la scoperta di nuove terapie e migliorare la qualità della vita di tutta l'umanità -.

Tony Blair primo ministro inglese - Grazie a progressi più rapidi di quanto si sperava, la ricerca può permettere di scoprire le cause di alcune malattie e servirà da base per lo sviluppo di una nuova generazione di terapie -

Renato Dulbecco premio Nobel - Clinton e Blair hanno ragione. In questo caso non si può parlare di brevetti.-

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Scienzità è stato realizzato da Silvia Sorvillo e Vittorio Sossi